Sbagli t'inganni ti sbagli soldato
io non ti guardavo con malignità
era solamente uno sguardo stupito
cosa ci facevi l'altro ieri là?
T'aspettavo qui per oggi a Samarcanda
eri lontanissimo due giorni fa,
ho temuto che per ascoltar la banda
non facessi in tempo ad arrivare qua. (Samarcanda, 1977)

Sono solo sulla banchina del metrò. L'insegna annuncia "Prossimo treno 3 minuti"; guardo in fondo alla stazione dove sbuca la galleria e si vede una curva illuminata da cui comparirà il convoglio. Prima o poi comparirò; tra tre minuti comparirà.

Ho il tempo di respirare; tre minuti sono lunghi; sono circa 30 respiri.

Inspiro, espiro e conto 1. Inspiro, espiro e conto 2. Inspiro, espiro e conto 3... il tempo passa.

Sì, il tempo, per quanto lungo, passa e prima o poi il convoglio arriverà.

"Prossimo treno 1 minuto" Manca solo un minuto!?

Inspiro, espiro e conto 1... Voglio godermi questo respiro.

Si sente già l'aria forzata nel tunnel dal treno che si immette in stazione e raggiunge il mio viso. No. E' l'aria spinta dal treno in senso opposto.

"Treno in arrivo" Ecco ora l'aria che sento sul mio viso è il respiro del mio treno. Fra poco comparirà nella curva illuminata all'ingresso della stazione. Eccolo arriva. Quanti respiri posso ancora contare?

Inspiro, espiro e conto 1... Ecco mancano pochi metri. Vedo il macchinista, incrocio il suo sguardo; mi passa accanto; mi passa accanto quasi tutto il primo vagone. Poi il treno si ferma. Apre le porte qualche passo davanti a me. E' arrivato. Alla fine è arrivato.

Mi avvicino. Indugio un attimo, poi salgo sul mio treno.

Alla fine è arrivato e io sono salito sul mio treno.

Alla fine tutto arriva… e se ne va. (17/10/2018)